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Sovereign AI: La Governance e il Controllo dei Dati nell’Era dell’Intelligenza Artificiale

Esploriamo il concetto di Sovereign AI, che va oltre la semplice ubicazione dei dati, per comprendere chi controlla le capacità AI e come si gestisce la governance dei dati.

•di redazione
Sovereign AI e governance dei dati

In Breve

Cosa significa Sovereign AI?
Sovereign AI si riferisce al controllo delle capacità AI e alla governance dei dati, non solo alla loro ubicazione fisica.
Quali sono le sfide della Sovereign AI?
Le sfide includono la proprietà dei dati, la provenienza dei training set e la responsabilità per i trasferimenti transfrontalieri.
Come si garantisce la sovranità operativa?
La sovranità operativa si garantisce attraverso la continuità delle attività e la gestione dei rischi legati alla catena di fornitura.

Il concetto di Sovereign AI si estende ben oltre la mera ubicazione fisica dei dati. Esso riguarda principalmente chi detiene il controllo sulle capacità di intelligenza artificiale di un’organizzazione o di una regione, lungo l’intero stack infrastrutturale, che comprende software, hardware e le politiche che ne regolano l’accesso e l’utilizzo. Con l’espansione dell’uso dell’AI, che passa da progetti pilota a implementazioni su larga scala, emergono interrogativi cruciali riguardanti la proprietà dei dati, la provenienza dei set di addestramento, la responsabilità per i trasferimenti transfrontalieri e le misure necessarie per proteggere informazioni sensibili.

La valutazione della sovranità richiede un’analisi dettagliata layer-by-layer. Questo implica considerare data center collegati in multi-cloud, spostamenti automatici dei carichi di lavoro, infrastrutture edge con inferenze su dispositivi dislocati e pipeline di dati che attraversano più reti e sistemi di storage. È fondamentale chiarire chi possiede i dati e i modelli, chi decide dove vengono eseguiti i job di addestramento e se l’automazione può essere subordinata a vincoli di localizzazione o all’uso di specifici dataset. Un quadro di governance è quindi essenziale per identificare fonti fidate, stabilire processi di approvazione e definire responsabilità organizzative, oltre a garantire la tracciabilità sull’origine e sull’utilizzo dei dati.

La sovranità operativa implica anche la continuità delle attività in caso di shock commerciali, geopolitici o tecnologici, nonché la gestione dei rischi legati alla concentrazione di fornitori e alla catena di fornitura. L’adozione di standard aperti e la formalizzazione della standardizzazione favoriscono l’interoperabilità, riducendo il rischio di lock-in e consentendo il trasferimento dei carichi di lavoro tra diverse tecnologie e fornitori. È necessario implementare controlli tecnici e operativi, come accessi privilegiati documentati e limitati, cifratura, logging, isolamento dei workload e regole di retention, integrando politiche e formazione per garantire che i dati, i modelli e gli output non siano riutilizzati o incorporati in training di terze parti senza un consenso esplicito.

Un esempio pratico di approccio integrato è rappresentato da una piattaforma europea che ospita infrastrutture in data center nordici. Questa piattaforma consente la configurazione di hardware e software in base a requisiti normativi e operativi, offrendo strumenti come macchine virtuali confidenziali, ambienti di esecuzione attendibili hardware-enforced e cifratura di memoria CPU/GPU, oltre a protezioni per i dati sia in transito che a riposo. In sintesi, la sovranità dell’AI si costruisce attraverso l’inserimento di governance, sicurezza e controllo normativo lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi, andando oltre la semplice misura della posizione fisica dei dati. La dimostrazione pratica di questi controlli diventa un criterio centrale di valutazione, accanto a prestazioni, scalabilità e costo.

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Autore di Voce Finanza.

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