Economia

Aumento dei costi produttivi: le imprese di pannelli in legno a rischio competitività

Le imprese produttrici di pannelli in legno segnalano rincari insostenibili che minacciano la loro competitività sul mercato europeo.

•di redazione
Pannelli in legno

In Breve

Quali sono le cause dell'aumento dei costi per le imprese di pannelli in legno?
L'aumento dei costi è dovuto a rincari dell'energia, delle materie prime e dei trasporti.
Come stanno reagendo le imprese a questa situazione?
Alcune imprese stanno considerando fermi produttivi a causa della marginalità in calo.
Cosa chiedono le aziende a Bruxelles?
Le aziende chiedono interventi per ridurre il differenziale dei costi energetici.

Un settore in crisi

Le imprese produttrici di pannelli in legno stanno vivendo un momento di grande difficoltà a causa di un aumento dei costi produttivi considerato ‘fuori controllo’. Questo fenomeno sta erodendo la competitività delle aziende europee rispetto ai produttori internazionali. La situazione è stata evidenziata durante la fiera Sicam di Pordenone, un’importante manifestazione dedicata ai componenti e semilavorati per l’arredamento.

Rincari dei costi energetici e delle materie prime

Nel secondo semestre dell’anno, i costi energetici hanno subito un incremento significativo: la bolletta elettrica è aumentata del 106% e il prezzo del gas del 85%. Questi rincari hanno avuto un impatto diretto sui costi delle materie prime, in particolare sull’urea, utilizzata per le colle, il cui prezzo è salito del 51% in sei mesi. Inoltre, l’entrata in vigore del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) a gennaio ha ulteriormente complicato la situazione, introducendo un meccanismo di prezzo sulle importazioni di materiali con elevato contenuto di CO2.

Incremento dei costi di trasporto e materie prime

Oltre ai rincari energetici, anche i costi di trasporto e delle materie prime legnose sono aumentati. I tronchi per triturazione hanno visto un incremento di circa il 23% dall’inizio dell’anno, mentre il prezzo del pellet è aumentato del 35%. Questi fattori stanno contribuendo a una pressione sui margini delle imprese, costringendo molte di esse a considerare la possibilità di fermi produttivi.

Le preoccupazioni degli imprenditori

Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli, ha sottolineato che la situazione attuale ricorda le tensioni economiche post-pandemia, ma con una differenza sostanziale: mentre allora il mercato era in crescita e permetteva di trasferire gli aumenti sui prezzi, oggi il mercato è stagnante e la marginalità delle aziende si sta assottigliando. Le imprese stimano un incremento medio dei costi di 30-35 euro al metro cubo da gennaio a oggi; circa due terzi di questo aumento sono stati assorbiti dal mercato, ma il restante dovrà essere scaricato sui prezzi nei prossimi 4-5 mesi per evitare gravi conseguenze.

Richieste di intervento a Bruxelles

In vista del secondo aumento previsto per gennaio sull’urea, collegato al CBAM, che comporterà circa 40 euro a tonnellata in più per questa materia prima, le imprese chiedono interventi a Bruxelles. Le aziende italiane, infatti, si trovano a fronteggiare un costo dell’energia elettrica superiore di circa il 30% rispetto alla media europea. Gli imprenditori sottolineano che gli obiettivi di sostenibilità devono essere accompagnati da politiche che non penalizzino le aziende europee impegnate nella transizione ecologica.

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Autore di Voce Finanza.

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