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Vulnerabilità sfruttate: ricercatori accedono agli account OpenAI usando Claude di Anthropic

Una squadra di ricercatori ha sfruttato vulnerabilità nei sistemi di OpenAI utilizzando il modello Claude di Anthropic, evidenziando rischi nella sicurezza informatica.

•di redazione
Immagine di vulnerabilità informatica

In Breve

Quali vulnerabilità sono state sfruttate dai ricercatori?
I ricercatori hanno sfruttato vulnerabilità nel software del forum Discourse per accedere a account OpenAI.
Qual è stato il ruolo del modello Claude?
Il modello Claude (Opus 5) ha permesso di generare un exploit funzionante per accedere ai sistemi di OpenAI.
Qual è stata la reazione di OpenAI?
OpenAI ha risolto le vulnerabilità segnalate dai ricercatori e ha rilasciato una patch.

Un recente episodio ha messo in luce vulnerabilità significative nei sistemi di OpenAI, quando una squadra di tre ricercatori di Hacktron AI ha utilizzato strumenti di Anthropic, in particolare il modello Claude (Opus 5), per accedere a più account ChatGPT di dipendenti OpenAI e a elementi dell’infrastruttura aziendale. Questo accesso è avvenuto nell’ambito di un programma di bug bounty, dove i ricercatori hanno segnalato le falle riscontrate, ricevendo un premio di 6.500 dollari da OpenAI, che ha prontamente risolto i problemi identificati.

L’accesso è stato ottenuto il 25 luglio attraverso una vulnerabilità nel software del forum della comunità basato su Discourse, legata all’upload di file immagine HEIF/HEIC. Discourse, nel processo di conversione di questi file tramite ImageMagick e la libreria libheif, presentava un bug di memoria che calcolava in modo errato la posizione di un’immagine sovrapposta, sufficiente a compromettere il server. Sebbene il difetto fosse stato corretto dagli sviluppatori di libheif mesi prima, la correzione non era stata formalmente segnalata con un CVE, e la versione vulnerabile era ancora in uso nel sistema.

I ricercatori hanno riferito che il modello Opus 4.8 ha avuto difficoltà a generare un exploit funzionante, mentre entro poche ore dal rilascio di Opus 5, il modello è riuscito a produrlo. Una volta ottenuto l’accesso al server Discourse, hanno individuato una seconda vulnerabilità che ha consentito il controllo di account ChatGPT e Codex, incluso l’account di un dipendente OpenAI il cui Codex era collegato all’organizzazione GitHub dell’azienda. Discourse ha rilasciato una patch il 27 luglio per risolvere le vulnerabilità identificate.

Questo episodio evidenzia come l’uso di modelli avanzati e strumenti disponibili commercialmente possa ridurre il tempo e le competenze necessarie per sviluppare exploit. Matt Fredrikson, CEO della società di sicurezza Gray Swan, ha commentato che “per $200 al mese, chiunque può usare questi strumenti e hackerare una società come OpenAI”. Mohan Pedhapati, fondatore di Hacktron, ha aggiunto che “l’IA sta riducendo la quantità di competenze scarse necessarie per sviluppare exploit. Lavoro che prima richiedeva mesi ora può richiederne giorni”.

Opus 5 non è stato soggetto alle restrizioni di esportazione che hanno interessato versioni successive come Mythos 5, temporaneamente limitata per timori sulle sue capacità di hacking. Anche i modelli a pesi aperti stanno riducendo il divario di capacità: ricerche di SaferAI indicano che il modello GLM-5.2 di Z.ai si colloca a pochi mesi di distanza rispetto a GPT-5.5 e Claude Opus 4.7. Questo incidente arriva in un momento di crescente attenzione sulla sicurezza nelle principali aziende che sviluppano intelligenze artificiali.

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Autore di Voce Finanza.

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