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La Commissione Europea Regolamenta l’Accesso dei Giovani alle Reti Sociali

In autunno, la Commissione Europea presenterà una proposta per regolamentare l'accesso dei minori a Internet e alle reti sociali, in risposta a preoccupazioni crescenti sui rischi associati all'uso eccessivo delle tecnologie.

di redazione
Rappresentazione grafica dell'uso delle reti sociali tra i giovani

In Breve

Qual è l'obiettivo della proposta della Commissione Europea?
Regolamentare l'accesso dei minori a Internet e alle reti sociali.
Quali sono le raccomandazioni per l'accesso degli under 18?
Accesso limitato e supervisionato per i minori, con restrizioni in base all'età.
Cosa dicono le ricerche sui rischi legati all'uso degli schermi?
Il 60% dei giovani riporta problemi emotivi e psicologici legati all'uso eccessivo.

La Commissione Europea si prepara a presentare, in autunno, una proposta legislativa mirata a regolamentare l’accesso dei minori a Internet e alle reti sociali. Questa iniziativa nasce dalle raccomandazioni di un gruppo di esperti, che ha suggerito un approccio graduale e armonizzato in base all’età e al tipo di contenuto.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha sottolineato l’importanza di questa regolamentazione, affermando che “le reti sociali non sono un giocattolo”. Le preoccupazioni sono giustificate da ricerche che evidenziano i danni legati all’uso eccessivo degli schermi: quasi il 60% dei giovani riporta problemi emotivi e psicologici, tra cui difficoltà nel sonno e ansia, con una media di quattro-sei ore al giorno trascorse davanti a uno schermo.

Per i bambini sotto i tre anni, gli esperti raccomandano di evitare completamente l’accesso agli schermi. Tra i 3 e i 13 anni, l’accesso a Internet dovrebbe avvenire solo sotto la supervisione di un adulto e per periodi limitati. Per i giovani tra i 13 e i 18 anni, l’accesso dovrebbe essere consentito purché i contenuti siano appropriati e le piattaforme rispettino le normative vigenti, come ad esempio limitando lo scorrimento infinito.

Il gruppo di esperti, istituito tre mesi fa e composto da pedagoghi, giuristi, esperti di tecnologia, psicologi, medici e rappresentanti dei giovani, è guidato dai ricercatori Jörg M. Fegert e Maria Melchior. La Commissione ha definito urgente questa proposta, per evitare la frammentazione del mercato unico, specialmente dopo che alcuni governi nazionali hanno già avviato provvedimenti propri.

È interessante notare che l’età minima suggerita di 13 anni per l’accesso alle reti sociali è inferiore rispetto a quella scelta in paesi come Australia e Regno Unito (16 anni) e Francia (15 anni). Gli esperti hanno osservato che limiti più alti possono essere aggirati dai più giovani.

In un contesto di crescente attenzione ai rischi legati all’uso delle tecnologie, alcune cause giudiziarie significative hanno messo in luce la questione. Una sentenza negli Stati Uniti ha condannato le società Meta e Google a risarcire una giovane di 20 anni per danni legati alla dipendenza dalle loro piattaforme. Inoltre, un sondaggio Eurobarometro pubblicato con il rapporto ha rivelato che il 63% degli europei è favorevole a norme comuni per limitare l’accesso dei minori in base all’età. Di questi, il 36% è favorevole a un divieto assoluto sotto una certa soglia, mentre il 27% preferirebbe un accesso graduale. Solo il 15% sostiene il potenziamento delle forze dell’ordine, e il 13% ritiene che la supervisione debba essere affidata a genitori e scuole senza ulteriori interventi da parte dell’Unione Europea.

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Autore di Voce Finanza.

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