Nike chiude il trimestre con ricavi oltre le attese, ma l’outlook rimane cauto
Nike ha riportato ricavi superiori alle attese nel trimestre, ma prevede un futuro incerto a causa della debolezza della domanda e dell'incertezza macroeconomica.
In Breve
- Quali sono i ricavi di Nike nell'ultimo trimestre?
- Nike ha chiuso l'ultimo trimestre con ricavi di 10,97 miliardi di dollari.
- Come si prevede l'outlook di Nike?
- Nike prevede una flessione dei ricavi compresa tra il basso e il medio singolo percentuale.
- Quali sono le misure adottate da Nike per affrontare la situazione attuale?
- Nike sta riducendo ordini, moderando il future sell-in e gestendo le scorte in modo più rigoroso.
Nike ha chiuso l’ultimo trimestre dell’esercizio 2025-2026 con ricavi pari a 10,97 miliardi di dollari, superando le attese di mercato che si attestavano a 10,86 miliardi. L’utile per azione è stato di 72 centesimi, includendo un effetto positivo di 52 centesimi legato al recupero previsto dei dazi sulle importazioni. Nonostante questi risultati, il titolo ha registrato una perdita dell’1,3% nel pre-market, per poi aprire in lieve rialzo.
Per l’intero esercizio, Nike ha riportato ricavi totali di 46,4 miliardi di dollari, stabili rispetto all’anno precedente a cambi correnti e in calo del 2% a parità di tassi di cambio. Le vendite wholesale sono aumentate a 27,5 miliardi (+6% su base riportata, +4% a cambi costanti), mentre Nike Direct ha registrato un calo a 17,7 miliardi (-6% riportato, -8% a cambi costanti), principalmente a causa della diminuzione delle vendite digitali (-12%) e dei negozi diretti (-4%).
In termini di redditività, il margine lordo è cresciuto di 20 punti base al 42,9%, mentre l’utile netto è sceso a 3,1 miliardi (-3%) e l’utile diluito per azione a 2,10 dollari (-3%). La società ha avvertito che la debolezza della domanda e l’incertezza macroeconomica continueranno a influenzare i conti nei prossimi sei mesi. Il direttore finanziario uscente ha sottolineato che non ci si aspetta un miglioramento significativo nel periodo.
Nike prevede ora una flessione dei ricavi compresa tra il basso e il medio singolo percentuale, con un rallentamento nel secondo trimestre rispetto al primo. Questo impatto è attribuito a fattori come la maggiore attività promozionale digitale in EMEA l’anno precedente e la diversa tempistica delle spedizioni wholesale in Nord America. Per affrontare questa situazione, il gruppo sta riducendo gli ordini, moderando il future sell-in e gestendo le scorte in modo più rigoroso. Queste misure potrebbero moderare i ricavi, ma contribuire a migliorare i margini lordi.
Il CEO Elliott Hill ha evidenziato gli interventi strutturali avviati per rafforzare la strategia “Sport Offense”, focalizzandosi su innovazione di prodotto, rafforzamento del marchio e riposizionamento verso sport principali come calcio e running. Inoltre, ha annunciato un reset della strategia in Greater China per adattare l’offerta ai gusti locali e rafforzare il posizionamento premium, in un mercato che ha visto una diminuzione dei ricavi del 12% su base annua.
Il portafoglio marchi presenta criticità, in particolare per Converse, il cui fatturato trimestrale è crollato del 32%, portando le vendite annuali ai livelli più bassi dal 2011. Alcuni osservatori hanno interpretato il trasferimento della star del basket Shai Gilgeous-Alexander al marchio principale come un possibile segnale in vista di una dismissione di Converse. Tra i fattori che pesano sulle prospettive ci sono lo smaltimento delle eccedenze di magazzino che comprimono i margini, la concorrenza dei brand locali e le pressioni sui consumatori che penalizzano l’abbigliamento sportivo.
In vista dei Mondiali di calcio, Nike ha incrementato gli investimenti di marketing. Sul fronte della governance, il financial officer Matt Friend lascerà la società il 4 settembre, e David Denton, attuale direttore finanziario di Pfizer, assumerà la carica di chief financial officer da agosto.
