Crisi Economica nel Calcio Italiano: 49 Club Falliti e Rischi di Infiltrazioni Criminali
La relazione della Commissione per il controllo economico del calcio italiano rivela la fragilità del sistema calcistico, con 49 club falliti e crescenti rischi di infiltrazioni criminali.
In Breve
- Quanti club di calcio professionistico sono falliti in Italia?
- Negli ultimi quarant'anni, 49 club di calcio professionistico sono falliti da 2 a 6 volte.
- Qual è l'indebitamento complessivo dei club di calcio in Italia?
- L'indebitamento complessivo dei club supera i 5,5 miliardi di euro.
- Quali rischi emergono dalla crisi economica nel calcio italiano?
- La crisi economica aumenta il rischio di infiltrazioni criminali nel calcio.
Il calcio professionistico italiano continua a trovarsi in una situazione di crisi profonda, come evidenziato dalla prima Relazione annuale della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, presentata il 23 settembre 2026. Questo report rivela che, negli ultimi quarant’anni, ben 49 società professionistiche hanno subito fallimenti ripetuti, con un numero di episodi che varia da 2 a 6 per club. Tale situazione mette in luce una fragilità strutturale del sistema calcistico nazionale.
Nel complesso, il documento segnala perdite aggregate superiori a 9 miliardi di euro nell’ultimo ventennio e un indebitamento complessivo dei club che supera i 5,5 miliardi di euro. Tra il campionato 1986-87 e la stagione 2025-26, sono stati registrati 218 casi di società non ammesse ai campionati, rinunciatarie all’iscrizione o escluse nel corso della competizione, di cui 200 riguardano la Serie C, rappresentando il 91,7% del totale.
Tra le società recidive, 19 hanno registrato da 3 a 4 episodi di fallimento, mentre club come Varese, Campobasso e Potenza hanno visto cinque casi, e Sambenedettese e Taranto sei. La relazione sottolinea che questa debolezza economica cronica aumenta il rischio di infiltrazioni criminali, poiché il dissesto può diventare un fattore di vulnerabilità, attirando soggetti interessati a utilizzare il calcio per penetrazioni economiche e relazionali.
In situazioni più gravi, le emergenze finanziarie hanno richiesto l’intervento dell’autorità giudiziaria e della Direzione nazionale antimafia. Esempi di società finite in amministrazione giudiziaria includono Crotone, Foggia e Juve Stabia. Per affrontare tali rischi, la Commissione ha richiesto un rafforzamento degli strumenti dell’Autorità, suggerendo di superare il modello delle vecchie commissioni federali per consentire interventi più efficaci e tempestivi sui profili economici e di legalità.
Nel primo anno di attività, la Commissione ha effettuato un totale di 2.688 verifiche, di cui 1.558 controlli periodici infrannuali (1.451 sul calcio e 107 sul basket) e 1.130 controlli su adempimenti ammissivi (981 calcio, 149 basket). Queste attività hanno portato all’emissione di 20 pareri del Collegio, di cui 15 in ambito FIGC e 5 in ambito FIP, durante 26 adunanze.
Le principali criticità riscontrate nella stagione passata si sono concentrate in Serie C, con casi come Rimini, che ha fallito ed è stato escluso dal campionato, e Ternana, anch’essa fallita a fine stagione. Altre società penalizzate e retrocesse includono Triestina, Trapani 1905 e Siracusa. Nel basket, è stata rilevata l’esclusione del Trapani Shark per palese alterazione della uguaglianza competitiva.
Inoltre, la Commissione ha emesso due pareri d’ufficio e ha sollevato problemi riguardanti l’assenza di meccanismi di verifica sulla destinazione delle risorse pubbliche per la valorizzazione dei calciatori, nonché la limitatezza degli indicatori patrimoniali attuali, ritenuti insufficienti a garantire che i club ammessi alle competizioni possano portarle a termine.
