Crisi Climatiche: Il 67,6% delle Imprese Agricole Italiane Sotto Attacco
Negli ultimi tre anni, il 67,6% delle imprese agricole italiane ha subito danni da eventi climatici estremi, secondo un rapporto recente.
In Breve
- Qual è la percentuale di imprese agricole danneggiate da eventi climatici?
- Il 67,6% delle imprese agricole ha subito danni negli ultimi tre anni.
- Quali eventi climatici hanno avuto maggior impatto sulle aziende agricole?
- Precipitazioni, grandinate, tempeste e caldo estremo sono stati i più dannosi.
- Che misure di difesa adottano le imprese agricole?
- Circa il 60% delle imprese adotta misure di difesa attiva come la manutenzione di fossi e drenaggi.
Negli ultimi tre anni, dal 2023 al 2025, il 67,6% delle imprese agricole italiane ha subito danni a causa di eventi climatici avversi ed estremi. Questi dati emergono da una ricerca condotta su oltre 3.800 aziende, presentata nel Rapporto 2026.
I fenomeni meteorologici più devastanti includono precipitazioni intense, grandinate, tempeste e ondate di calore, che hanno colpito oltre il 40% delle aziende, con un impatto ingente nel 24,6% dei casi. Altri eventi significativi sono stati le alluvioni e le esondazioni (17%), il gelo e la brina (15,2%), le trombe d’aria e gli uragani (10,4%) e le frane e smottamenti (7,7%).
La quasi totalità delle imprese colpite (92%) ha riportato danni alle colture, mentre il 23,4% ha segnalato compromissioni alle infrastrutture aziendali, il 12,4% ha subito stress idrico e il 10,1% ha affrontato erosione del terreno. Questi impatti non solo riducono i margini produttivi nel breve termine, ma possono anche compromettere la stabilità economica nel medio periodo.
La percezione del rischio tra gli imprenditori agricoli è elevata: il 51% delle aziende si considera esposto a eventi come grandine e tempeste, e tra queste, il 25,9% ritiene che il rischio sia aumentato a causa del cambiamento climatico. Circa il 32,4% si sente vulnerabile a alluvioni ed esondazioni, di cui il 16,5% segnala una maggiore esposizione rispetto al passato. Inoltre, circa il 30% delle imprese è preoccupato per il gelo o la brina, mentre quasi il 24% teme frane o smottamenti.
La consapevolezza del rischio è influenzata dall’esperienza diretta: oltre il 70% delle aziende danneggiate si considera esposta alla maggior parte degli eventi naturali, mentre tra quelle non colpite, le percentuali scendono attorno al 30% per le precipitazioni e al 20% per gli altri eventi.
Circa il 60% delle imprese ha adottato almeno una misura di difesa attiva, come la manutenzione di fossi e drenaggi o la razionalizzazione dell’irrigazione. Tuttavia, le misure di difesa passiva sono meno diffuse: solo il 23,9% ha una polizza per danni da precipitazione o grandine, il 9,1% per alluvione o esondazione e l’8,7% per siccità. L’utilizzo di fondi di mutualità o accantonamenti è ancora più limitato.
È stato introdotto un fondo mutualistico di base per coprire danni catastrofali, ma il 74,8% delle imprese non ne conosce le caratteristiche, mentre solo il 25,2% è informato. Tra queste ultime, l’80,2% ritiene che il fondo sia utile, ma non sufficiente.
Questi dati evidenziano la necessità di continuare a investire e sensibilizzare le imprese agricole sulla cultura della prevenzione e sulla gestione del rischio, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del settore e garantire la sicurezza del territorio.
