Economia

Settimo Rapporto Assogestioni-Censis: La Previdenza Complementare in Italia

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis analizza il rapporto degli italiani con la previdenza complementare, evidenziando scarsa conoscenza e adesione.

•di redazione
Settimo Rapporto Assogestioni-Censis sulla Previdenza Complementare

In Breve

Qual è la percentuale di lavoratori che conosce la previdenza complementare?
Il 28,9% dei lavoratori dichiara di conoscerla bene.
Che percentuale di lavoratori considera utile la previdenza complementare?
Il 76,1% dei lavoratori la considera una potenziale soluzione per migliorare il tenore di vita da pensionati.
Qual è l'età pensionabile desiderata dai lavoratori?
Il 64,8% dei lavoratori vorrebbe andare in pensione entro i 60 anni.

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, presentato a Roma, offre un’analisi approfondita sul rapporto degli italiani con la previdenza complementare, in un contesto di cambiamenti normativi significativi introdotti dalla Legge di Bilancio 2026. L’indagine, condotta su un campione di lavoratori italiani di età compresa tra i 18 e i 50 anni, mette in luce sia le opportunità che le sfide legate alla previdenza integrativa.

Secondo i dati raccolti, il 76,1% dei lavoratori che conoscono la previdenza complementare la considerano una potenziale soluzione per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita da pensionati. Inoltre, il 69,9% degli intervistati ritiene che questa possa contribuire a generare risorse per finanziare progetti e necessità durante l’età avanzata. Tuttavia, nonostante questa consapevolezza, i tassi di adesione alle forme di previdenza complementare rimangono inferiori al 40% della forza lavoro.

La conoscenza della previdenza complementare è ancora limitata: solo il 28,9% dei lavoratori afferma di conoscerla bene, mentre il 57,6% ha una conoscenza generale e il 13,5% non ne sa nulla. Solo il 17,0% dei lavoratori ha una comprensione effettiva dei meccanismi di base, e solo il 6,0% è a conoscenza delle novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Inoltre, il 55,8% degli intervistati segnala che le informazioni disponibili sono poco chiare, e il 18,3% ha ricevuto informazioni errate.

Il rapporto evidenzia anche una tendenza alla procrastinazione: il 45,0% dei lavoratori ritiene di avere altre priorità e rimanda la pianificazione della pensione, mentre il 51,3% è convinto che le regole cambino troppo frequentemente per pianificare efficacemente. Queste percezioni contribuiscono a una certa rassegnazione riguardo alle pensioni pubbliche, con una media di aspettativa di pensione pari al 48,4% della retribuzione lavorativa, e il 76,6% degli intervistati ritiene che l’aumento dell’età pensionabile non garantirà pensioni adeguate.

In merito all’età pensionabile desiderata, il 64,8% dei lavoratori vorrebbe andare in pensione entro i 60 anni. Tuttavia, la maggior parte degli intervistati prevede di dover lavorare fino a 70 anni o oltre, con un divario di 9 anni tra l’età desiderata e quella attesa. Questo scarto riflette un’aspettativa di vita lavorativa più lunga rispetto al desiderio di un pensionamento anticipato.

Un elemento chiave emerso dal rapporto è l’importanza della consulenza. Il 55,0% dei lavoratori che conoscono la previdenza complementare afferma che, se supportati da un consulente fidato, sarebbero più propensi a iscriversi. Inoltre, il 55,9% degli intervistati gradirebbe l’affiancamento di professionisti esperti per comprendere meglio le opportunità e i rischi legati alle diverse forme di previdenza complementare.

Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, ha sottolineato che la riforma sulla previdenza complementare rappresenta un’opportunità concreta per coinvolgere più lavoratori nel secondo pilastro previdenziale. Ha evidenziato che una comunicazione efficace è fondamentale per tradurre il potenziale di adesione in partecipazione attiva. Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha aggiunto che la previdenza complementare non solo risponde ai bisogni futuri dei lavoratori, ma contribuisce anche alla stabilità del sistema finanziario.

Questi risultati offrono un’importante panoramica sulla situazione attuale della previdenza complementare in Italia, evidenziando la necessità di migliorare la comunicazione e l’alfabetizzazione previdenziale per promuovere una maggiore partecipazione.

Economia Finanza personale Lavoro

redazione

Autore di Voce Finanza.

Tutti gli articoli dell'autore
Continua a scorrere per leggere l'articolo precedente.