Nizza: Dieci anni dopo l’attentato, il ricordo di Piero Massardi per la moglie Carla Gaveglio
A dieci anni dall'attentato di Nizza, Piero Massardi ricorda la moglie Carla Gaveglio, vittima dell'attacco. Una commemorazione che segna un dolore ancora vivo.
In Breve
- Chi era Carla Gaveglio?
- Carla Gaveglio era una delle vittime italiane dell'attentato di Nizza, morta mentre proteggeva sua figlia.
- Cosa è successo il 14 luglio a Nizza?
- Un camion si lanciò sulla Promenade des Anglais, causando la morte di 86 persone e ferendone altre 458.
- Come ricorda Piero Massardi sua moglie?
- Piero Massardi afferma che il dolore è come se fosse il primo giorno e commemora la moglie ogni anno.
Il 14 luglio segna un anniversario tragico per molte famiglie italiane e, in particolare, per Piero Massardi, che ricorda la moglie Carla Gaveglio, una delle sei vittime italiane dell’attentato di Nizza avvenuto dieci anni fa. Quella sera, un camion di 19 tonnellate si lanciò sulla Promenade des Anglais, mentre la città festeggiava la festa nazionale francese con fuochi d’artificio. L’attacco, rivendicato dall’Isis, causò la morte di 86 persone e ferì altre 458.
Carla Gaveglio, 48 anni, perse la vita mentre tentava di proteggere la figlia, che rimase gravemente ferita. A distanza di dieci anni, Piero Massardi racconta che il dolore è ancora vivo: «È come fosse il primo giorno», afferma, sottolineando la difficoltà di affrontare una perdita così devastante.
Ogni anno, Massardi e la figlia commemorano la ricorrenza con una messa, che non si tiene il 14 luglio, ma il primo sabato dopo la data. Quest’anno, come in passato, hanno deciso di trascorrere la giornata in modo «assolutamente normale», dedicandosi al lavoro e alla vita quotidiana. «Deve passare solo domani», aggiunge, evidenziando la complessità del ricordo e del dolore.
L’attentato di Nizza ha lasciato un segno indelebile non solo sulle vittime e le loro famiglie, ma anche sulla società francese e internazionale, che continua a riflettere sulla sicurezza e sulla lotta contro il terrorismo. La commemorazione di Massardi non è solo un atto di ricordo, ma anche un richiamo alla resilienza e alla speranza in un futuro migliore.
