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Riconoscimento Facciale: Necessità di Regolamentazione oltre la Polizia

Il riconoscimento facciale sta diventando sempre più comune, ma la sua regolamentazione deve estendersi anche al settore privato, non solo alla polizia.

•di redazione
Tecnologia di riconoscimento facciale in uso

In Breve

Qual è l'uso principale del riconoscimento facciale nel Regno Unito?
Il riconoscimento facciale è principalmente utilizzato dalla polizia, ma sta crescendo anche nel settore privato.
Quali sono le preoccupazioni pubbliche riguardo al riconoscimento facciale?
Le preoccupazioni principali riguardano la privacy e la conservazione delle immagini facciali.
Cosa è necessario per un uso responsabile della tecnologia?
È necessaria trasparenza, governance chiara e approcci di privacy-by-design.

La tecnologia di riconoscimento facciale (FRT) sta guadagnando terreno nel Regno Unito, con un’attenzione mediatica che si è concentrata principalmente sui suoi usi da parte della polizia. Tuttavia, un aspetto cruciale che merita un’attenzione maggiore è l’impiego di questa tecnologia nel settore privato.

Con l’aumento delle installazioni di sistemi di riconoscimento facciale, cresce anche la domanda di scrutinio riguardo a temi come l’accuratezza, la privacy, l’efficacia e la proporzionalità. Secondo un sondaggio indipendente condotto su 2.000 adulti nel Regno Unito, il sostegno all’uso della tecnologia da parte delle forze dell’ordine è significativamente più alto rispetto al suo utilizzo nei punti vendita. Inoltre, una parte considerevole della popolazione esprime preoccupazione per la conservazione delle immagini facciali e ritiene che leggi chiare potrebbero aumentare la fiducia nel sistema.

Nei contesti di polizia, le operazioni di riconoscimento facciale in tempo reale (LFR) sono spesso accompagnate da veicoli segnalati e avvisi preventivi, rendendo il loro utilizzo più trasparente. Al contrario, nei contesti commerciali, l’uso di tali tecnologie può risultare meno evidente e meno comprensibile per i consumatori, sollevando interrogativi sul trattamento dei dati biometrici.

Oltre all’accuratezza, la governance è un fattore decisivo. Le modalità di raccolta, trattamento e conservazione dei dati, insieme alle misure di sicurezza adottate, influenzano la fiducia pubblica tanto quanto le prestazioni tecniche dei sistemi. Attualmente, il quadro normativo nel Regno Unito è frammentato, basato su norme come il Data Protection Act e la Human Rights Act. Inoltre, il regolamento dell’Unione Europea sull’intelligenza artificiale, che disciplina specificamente l’identificazione biometrica, prevede requisiti addizionali in vigore a partire da dicembre 2027.

Recenti consultazioni governative si sono concentrate sull’uso della tecnologia da parte delle forze di polizia, trascurando però l’impiego nel settore privato. È fondamentale che l’organo di vigilanza indipendente pubblichi riscontri anche sull’uso della tecnologia da parte delle aziende private e lavori con le forze di oversight per migliorare governance e supervisione.

Un uso responsabile del riconoscimento facciale dovrebbe includere trasparenza preventiva riguardo alle finalità e al trattamento dei dati. Approcci di privacy-by-design, che riducono la necessità di archiviare immagini, e la raccolta di dati solo quando strettamente necessario sono essenziali. È importante escludere la conservazione di dati per soggetti che non corrispondono a liste di controllo legittime e stabilire periodi di retention chiari.

Inoltre, sono necessari robusti controlli di sicurezza, accessi limitati e tracciati, formazione adeguata per gli operatori e procedure snelle per rispondere a eventuali violazioni. La tecnologia dovrebbe supportare, non sostituire, la valutazione umana, trattando i riscontri del sistema come segnalazioni da verificare.

La riorganizzazione delle responsabilità governative offre un’opportunità per definire un approccio coerente che coinvolga ministeri, autorità di regolazione e settore privato. Un quadro normativo più chiaro può fornire certezze operative alle imprese e aumentare la fiducia del pubblico nel trattamento dei dati biometrici.

In conclusione, la questione non è se adottare o vietare il riconoscimento facciale, ma come sfruttare i benefici di questa tecnologia mantenendo trasparenza, proporzionalità, accuratezza e sicurezza.

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Autore di Voce Finanza.

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