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Ripristino delle Funzioni delle Cellule Staminali del Sangue: Nuove Scoperte dall’Ifom di Milano

Un team dell'Ifom di Milano ha scoperto un metodo per ripristinare la funzione delle cellule staminali ematopoietiche, aprendo nuove possibilità terapeutiche per le malattie legate all'invecchiamento.

•di redazione
Ricercatori dell'Ifom al lavoro su cellule staminali

In Breve

Cosa ha scoperto l'Ifom di Milano?
L'Ifom ha scoperto che l'inibizione del segnale di allerta dei telomeri danneggiati ripristina la funzione delle cellule staminali ematopoietiche.
Qual è il meccanismo utilizzato nello studio?
Lo studio utilizza oligonucleotidi antisenso telomerici per bloccare il segnale prodotto dai telomeri erosi.
Quali sono le implicazioni per il trattamento delle malattie?
Intervenire sul segnale di danno telomerico potrebbe aprire nuove possibilità terapeutiche per le malattie legate all'invecchiamento.

Ripristino delle Funzioni delle Cellule Staminali del Sangue: Nuove Scoperte dall’Ifom di Milano

Un team di ricercatori dell’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (Ifom) di Milano ha recentemente pubblicato uno studio innovativo che potrebbe rivoluzionare la comprensione e il trattamento delle malattie legate all’invecchiamento e ai telomeri danneggiati. La ricerca ha dimostrato che l’inibizione selettiva del segnale di allerta attivato da telomeri danneggiati consente di ripristinare la funzione delle cellule staminali ematopoietiche in modelli preclinici, sia su animali che su campioni umani.

Il Meccanismo di Intervento

Lo studio si concentra sul meccanismo di risposta al danno del DNA telomerico (tDdr), utilizzando oligonucleotidi antisenso telomerici (tAso) progettati per bloccare il segnale prodotto dai telomeri erosi. Questo approccio innovativo non interferisce con le normali funzioni cellulari, permettendo di ridurre i segni di danno al DNA e di senescenza cellulare nei tessuti ematopoietici.

Risultati Promettenti nei Modelli Animali

Nei modelli murini di invecchiamento accelerato e in animali invecchiati naturalmente, il trattamento ha portato a un miglioramento significativo nella composizione e nella funzionalità delle cellule del sangue. Gli animali trattati hanno mostrato una risposta più efficace a una vaccinazione, evidenziando il potenziale di questo approccio nel migliorare l’immunità.

Implicazioni per gli Umani

Risultati analoghi sono stati osservati anche nelle cellule staminali del sangue prelevate da individui anziani sani. Le malattie dei telomeri, come la discheratosi congenita, sono associate a insufficienza midollare, immunodeficienza e un aumentato rischio di tumori. Attualmente, l’unica terapia risolutiva è il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, che non affronta tutte le manifestazioni della malattia.

Nuove Opportunità Terapeutiche

Gli autori dello studio sottolineano che il tDdr non è solo una conseguenza del danno telomerico, ma contribuisce in modo causale al declino della funzione ematopoietica e dell’immunità. Intervenire su questo segnale potrebbe aprire nuove possibilità terapeutiche per le malattie dei telomeri e per il declino del sistema del sangue legato all’invecchiamento.

Collaborazioni e Futuri Sviluppi

Lo studio è stato reso possibile grazie al sostegno di Fondazione Telethon, del Consiglio europeo della ricerca, del Centro nazionale per lo sviluppo di terapie geniche e farmaci con tecnologia a RNA e di Age-It, parte del Pnrr. I ricercatori hanno collaborato con gruppi impegnati in analisi istopatologiche, studi su campioni umani e test funzionali.

“Il momento più entusiasmante è stato vedere le staminali del sangue recuperare la capacità di produrre nuove cellule e sostenere il sistema immunitario”, ha dichiarato Alessia Oppezzo, prima autrice dello studio. Fabrizio d’Adda di Fagagna ha aggiunto che il prossimo passo è dimostrare la trasferibilità di questo approccio all’uomo.

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Autore di Voce Finanza.

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