Berlino Accusa Mosca per gli Attacchi con Droni a Lipsia: Risposte e Tensioni Crescenti
La Germania accusa i servizi russi di attacchi con droni a Lipsia, mentre la UE e la NATO annunciano misure di sostegno.
In Breve
- Chi accusa la Germania per gli attacchi a Lipsia?
- La Germania accusa i servizi russi di essere dietro gli attacchi con droni a Lipsia.
- Quali misure ha annunciato Berlino?
- Berlino ha annunciato la chiusura del consolato a Bonn e la risoluzione del contratto con la Casa russa di Berlino.
- Come ha risposto Mosca alle accuse?
- Mosca ha minacciato contromisure e definito le accuse tedesche infondate.
La Germania ha recentemente dichiarato di avere prove che i servizi russi siano responsabili degli attacchi con droni bomba contro l’aeroporto di Lipsia. In risposta, Berlino ha annunciato una serie di misure di rappresaglia, tra cui la chiusura del consolato generale a Bonn a partire dal 18 settembre e la risoluzione del contratto con la Casa russa di Berlino. Inoltre, le autorità tedesche hanno intensificato la pressione sulla cosiddetta flotta ombra, un termine che si riferisce a operazioni clandestine.
La reazione di Mosca non si è fatta attendere. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zahrakova, ha avvertito che la Russia risponderà a tutte le decisioni antirusse della Germania, minacciando che le conseguenze saranno “devastanti” in caso di ulteriori provocazioni nel Baltico. L’ambasciatore russo a Berlino, Sergey Nechayev, ha definito le accuse tedesche “infondate, assurde e contrarie al buon senso”, avvertendo che le sanzioni avranno delle ripercussioni.
Il presidente russo Vladimir Putin ha collegato le accuse a una presunta crisi politica interna in Germania, affermando che il cancelliere tedesco non gode della fiducia della popolazione e che Berlino non ha prove di una guerra ibrida in corso.
In risposta alle tensioni, la Commissione europea e la NATO hanno espresso il loro sostegno a Berlino. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Risponderemo”. Anche il segretario generale della NATO, Marc Rutte, ha contattato il cancelliere tedesco per manifestare solidarietà, mentre leader europei, tra cui la premier italiana, hanno esortato a mantenere una postura di deterrenza unita.
Le autorità tedesche hanno anche segnalato che, durante la notte tra lunedì e martedì, alcuni droni hanno attivato l’allerta in Lettonia, per poi sconfinare nei cieli dell’Estonia, dove caccia della NATO sono stati mobilitati per intercettarli. Le indagini sugli attacchi a Lipsia hanno rivelato la presenza di tre oggetti sospetti: uno è stato trovato sulla pista di rullaggio vicino a degli Antonov ucraini, un altro ha colpito un aereo DHL in volo, danneggiandolo, e un terzo, carico di esplosivo, è stato rinvenuto in un terreno nel Land confinante dieci giorni dopo.
Intelligence e inquirenti tedeschi ritengono che questi episodi possano essere tentativi di attentato attribuiti ai servizi russi. Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, ha dichiarato che la Germania è un bersaglio quotidiano di una guerra ibrida, e ha confermato che nella regione del Brandeburgo sono stati trovati diversi ordigni esplosivi artigianali che hanno danneggiato una linea elettrica, senza causare feriti o blackout.
Nel frattempo, la guerra in Ucraina continua a registrare attacchi devastanti. A Odessa, un raid ha causato la morte di otto persone, tra cui un minorenne, e ha danneggiato gravemente un condominio di 24 piani, oltre a uffici e scuole. Nella regione di Kiev, almeno 12 persone sono state uccise in attacchi separati. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha avvertito che lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro, annunciando di fatto una chiusura dello spazio aereo russo e avvertendo compagnie aeree e assicuratori della crescente pericolosità. Il Cremlino ha definito tali minacce come “terrorismo di stato”.
In questo contesto di crescente tensione, si svolge in Lituania, nella contea di Svencionys, l’esercitazione militare internazionale “Strong Griffon 26”, che coinvolge truppe di Lituania, Stati Uniti, Polonia, Paesi Bassi, Francia, Ucraina, Moldavia e Portogallo.
